• 2022

    In data 8 giugno, ad una settimana dall’insediamento del nuovo presidente di Metropolitana di Napoli S.p.A. prof. avv. Paolo Carbone, si è aperto un Tavolo tecnico di confronto con l’amministrazione comunale per trovare soluzioni alle tante questioni in sospeso, sia con riferimento allo sviluppo dei lavori, che per le vicende legate ai dissesti nel cimitero di Poggioreale.
    Il tavolo è stato sollecitato con forza dal nuovo presidente con l’obiettivo di dare un nuovo impulso positivo ai rapporti tra concedente e concessionario e risolvere i temi su cui non c’è pieno allineamento, al fine di migliorare – nel più breve tempo possibile – l’impatto delle opere sulla vivibilità dei cittadini.
    Si è deciso di definire un fitto programma di incontri a palazzo San Giacomo che vedono al tavolo con il presidente Carbone e il direttore generale di MN ing. Giannelli, l’assessore alla Mobilità del Comune di Napoli prof. Cosenza e il RUP ing. Riccio.

  • 2022

    In data 31 maggio, il prof. avv. Paolo Carbone viene nominato Presidente della Metropolitana di Napoli S.p.A., succedendo al prof. Ennio Cascetta.

    Il prof. avv. PAOLO CARBONE Presidente della Metropolitana di Napoli S.p.A.

  • 2022

    Dopo anni in cui i lavori per la costruzione della stazione Municipio della L1 e dell’omonima stazione della L6 hanno fatto i conti con i meravigliosi ritrovamenti archeologici delle stratificazioni storiche della città di Napoli, il 5 aprile 2022 l’intera piazza è stata liberata dai cantieri e dai percorsi pedonali provvisori alla presenza del Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, dell’Assessore alla Infrastrutture Edoardo Cosenza e del Presidente di Metropolitana Napoli Spa Ennio Cascetta. La nuova piazza Municipio, ridisegnata con grande passione dall’arch. Alvaro Siza, è un ampio spazio urbano che collega Palazzo San Giacomo e, più in alto, Castel Sant’Elmo alla Stazione Marittima valorizzando la radice storica che precede la costruzione della stessa stazione Marittima come raffigurato in antiche incisioni. Suggestiva è la fenditura realizzata longitudinalmente nella piazza che consente lo sguardo dal varco Porto della stazione della L1 verso la sovrastante collina di San Martino e che porta una lama di luce naturale all’ambiente sotterraneo che consentirà ben presto agli utenti della metropolitana di recarsi direttamente nell’area portuale cittadina. I lavori proseguono su Via Acton, nell’area portuale e nel parco archeologico.

  • 2021

    Il 6 agosto 2021, alla presenza della autorità cittadine, del presidente e del direttore generale di Metropolitana di Napoli S.p.A., Ennio Cascetta e Fabio Giannelli, si inaugura la stazione Duomo della linea L1 della metropolitana di Napoli che completa l’esercizio da Piscinola a Garibaldi. Duomo è una stazione profonda più di 40 m dal piano stradale, sotto il livello del mare con pressioni idrostatiche importanti, che ha necessitato una grande tecnica ingegneristica e avanzate tecnologie costruttive. Una stazione costruita in una storica area cittadina, piazza Nicola Amore, un piccolo luogo urbano circolare contornato da quattro palazzi di stile neorinascimentale sui cui portali si ergono imponenti coppie di telamoni che accentuano la grandezza stessa degli edifici.

    Il cantiere per la costruzione di questa stazione, aperto nel 2001, già nel 2003 ha lasciato il posto ad importanti scavi archeologici, durante i quali si è rinvenuto, a circa 10 m sotto il piano stradale, uno speciale edificio religioso: un tempio Isolimpico del II secolo d.C. dedicato al culto dei giochi olimpici fuori dalla Grecia. Gli scavi hanno portato alla luce la presenza di un basamento a scalini, a sua volta costruito intorno al basamento di un tempio più antico, elementi crollati di colonnato e trabeazione, lapidi marmoree con identificazione dei vincitori dei giochi.

    A partire dall’anno del ritrovamento, e stante l’impossibilità di procedere diversamente, archeologi e tecnici hanno deciso di smontare e sollevare il basamento del tempio, in modo da consentire la costruzione dell’impianto della stazione e contemporaneamente preservare la struttura, integrandola nella nuova costruzione secondo le prescrizioni ministeriali e cioè nella stessa giacitura planimetrica in cui è stato rinvenuto. Il progetto della stazione, affidato agli architetti Massimiliano e Doriana Fuksas, ha subito diverse varianti progettuali fino a trovare la soluzione che mediasse le necessarie funzioni di un’infrastruttura di trasporto di massa con il rispetto dei dettami dell’archeologia e della visione architettonica complessiva.

    L’attivazione della stazione è oggi provvisoria: è innestata nel regolare esercizio metropolitano ma, dall’area piazza, vi si accede attraverso una sola scala fissa (su due previste) fatto salvo il rispetto di tutti i necessari requisiti di sicurezza. Quello che impedisce il completamento della stazione è, infatti, il solo ulteriore lavoro dell’archeologia che continuerà in quel fazzoletto di cantiere residuo che occupa ancora parte dell’area pedonale e che, presto, vedrà la costruzione di un’imponente cupola di vetro e acciaio, a copertura del tempio, che assurgerà certamente ad ulteriore elemento simbolo della metropolitana dell’arte.

  • 2019

    Il 29 novembre 2019, alla presenza del Ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli, del sindaco di Napoli Luigi de Magistris e del presidente di Metropolitana S.p.A. Ennio Cascetta, si inaugura il nodo di interscambio ferroviario connesso alla stazione Garibaldi della L1, della L2, del parcheggio interrato e la sistemazione superficiale dell’area nord dell’omonima piazza.

    Piazza Garibaldi, coprendo un’area di 62 mila mq (78.500 includendo l’intervento alle traverse sud, a piazza Principe Umberto e all’asse Lucci/Novara), è la più grande piazza di Napoli (piazza Plebiscito è circa 25 mila mq, piazza Municipio circa 47mila mq, ) e tra le più grandi d’Europa: basti pensare che  piazza San Pietro a Roma si estende per 38 mila mq, piazza Duomo a Milano per 43 mila mq, Place de la République a Parigi per 16 mila mq e Trafalgar Square a Londra per soli 10 mila mq.

    Per le lavorazioni, in soggezione di un traffico giornaliero di circa 36 mila veicoli al giorno, sono state necessarie più di 60 fasi viarie dal 2000 ad oggi, di cui ben 15 solo dall’inaugurazione della parte sud avvenuta all’inizio del 2015. Un grande progetto di Dominique Perrault che restituisce alla città una straordinaria piazza con un bosco in pieno centro con quasi duecento alberi, un’area attrezzata per il gioco e per il divertimento, un parcheggio sotterraneo (già attivo), un’arena di 2500 posti per spettacoli e manifestazioni nel pieno centro cittadino e 8 chioschi multifunzione.

    I numeri in sintesi: 70 mila mq già riqualificati, 42 mila mq di aree pedonali, 19 mila mq di aree verdi (22 mila se contiamo anche la piazza storica) e 10 mila mq di intrattenimento, circa 200 nuovi alberi e una galleria commerciale con oltre venti negozi (24). Sono i numeri del nuovo parco urbano di piazza Garibaldi.

    Un bel biglietto di ingresso per i tantissimi turisti che arrivano a Napoli.

    Il Ministro PAOLA DE MICHELI, il prof. ENNIO CASCETTA e il Sindaco LUIGI DE MAGISTRIS inaugurano l’apertura del nodo d’interscambio ferroviario connesso alla stazione Garibaldi della L1, della L2, del parcheggio interrato e la sistemazione superficiale dell’area a nord dell’omonima piazza. 

    Veduta della nuova sistemazione esterna di piazza Garibaldi

  • 2017

    In data 3 luglio, il prof. Ennio Cascetta viene nominato Presidente del Consorzio MN, succedendo a Roberto Cappabianca, viene inaugurata una nuova uscita della stazione Municipio: prende così sempre più forma il grande progetto di risistemazione di una delle piazze più iconiche di Napoli.

    Il prof. ENNIO CASCETTA viene nominato Presidente della Metropolitana di Napoli S.p.A.

    Inaugurazione della nuova uscita della Stazione Municipio (lato Palazzo San Giacomo)

  • 2016

    La Linea 1 riceve, seppur indirettamente, un altro importante riconoscimento, con l’indicazione di Napoli come sede del World Tunnelling Congress (WTC) del maggio 2019, che per tre giorni metterà il capoluogo partenopeo al centro della scena mondiale delle aziende costruttrici di gallerie: un evento in grado di richiamare migliaia di tecnici da tutto il mondo, che verranno ad ammirare il capolavoro ingegneristico costituito dalla Linea 1.

    WTC 2019

  • 2015

    Il 23 maggio si inaugura la stazione Municipio, firmata dai portoghesi Alvaro Siza Vieira e Eduardo Souto de Moura, primo step di un progetto complessivo che, entro il 2020, vedrà un grande polo d’interscambio fra la Linea 1 e la costruenda Linea 6. Per quella data, la stazione sarà collegata direttamente con il porto, per intercettare il traffico crocieristico e delle linee veloci per Capri, Ischia e Procida. Inoltre, la stazione Municipio, oltre che un nodo di scambio, sarà un vero e proprio museo all’aria aperta, grazie alla ricchezza e la varietà dei ritrovamenti archeologici, che saranno frubili da tutti i cittadini. Nella notte del 1° agosto si spegne il Presidente del Consorzio MN, l’ing. Giannegidio Silva, gli succede il dott. Roberto Cappabianca.

    INAUGURAZIONE DELLA STAZIONE MUNICIPIO – ÀLVARO SIZA VIERA
    Da ROMA del 23-05-2015

    MORTE DEL PRESIDENTE GIANNEGIDIO SILVA

  • 2013

    Il 2 dicembre, la Linea 1 arriva finalmente a piazza Garibaldi, completando il percorso così come concepito nel lontano 1976. Si crea il più grande polo di interscambio dell’intera città con la Stazione Centrale, dove si attestano l’alta velocità ferroviaria e le linee regionali, oltre al servizio ferroviario metropolitano (denominato Linea 2) e la ferrovia suburbana Circumvesuviana. La stazione del metrò è solo una parte di un imponente progetto di risistemazione della piazza firmato da quel che forse è il maggior architetto francese vivente, Dominique Perrault. L’utenza della Linea 1, ora lunga 18 km con 17 stazioni, schizza da 90.000 a 130.000 passeggeri/giorno. Pochi mesi prima, il 18 settembre, viene inaugurata la seconda uscita della stazione Toledo, nella zona di Montecalvario, nel cuore dei Quartieri Spagnoli, rompendo così lo storico isolamento spaziale che da sempre caratterizza la zona.

    INAUGURAZIONE 2ª USCITA MONTECALVARIO DELLA STAZIONE TOLEDO – OSCAR TUSQUETS BLANCA

    INAUGURAZIONE DELLA STAZIONE TOLEDO – OSCAR TUSQUETS BLANCA

    INAUGURAZIONE DELLA STAZIONE GARIBALDI – DOMINIQUE PERRAULT

  • 2012

    Il 17 settembre apre al pubblico la stazione Toledo. Ideata dal celebre architetto e designer spagnolo Oscar Tusquets Blanca, viene indicata due mesi dopo dal giornale britannico The Telegraph come la più bella stazione della metropolitana presente in Europa. In una classifica composta da ventidue stazioni, Napoli, con le sue stazioni d’arte, vanta non solo il primo posto, ma anche il 16°, occupato da Materdei. Dunque, ben due stazioni, aperte nell’arco di dieci anni, riconosciute a livello internazionale tra le più belle d’Europa. Inoltre, Napoli risulta essere l’unica città italiana in questa speciale classifica, così come in quella stilata dal network americano CNN due anni dopo, nel febbraio 2014, che individua Toledo come la seconda stazione più bella d’Europa, subito dopo la fermata Westfriedhof di Monaco, in Germania. Nel novembre 2012, il Comune di Napoli, approva una variante che riduce il fabbisogno economico per il prolungamento della Linea 1 verso l’aeroporto di Capodichino. Viene cassata la stazione di Santa Maria del Pianto, oltre a diverse opere accessorie di riqualificazione urbanistica. Nella nuova configurazione, la Linea 1 sarà lunga 25 km con 27 stazioni.

    INAUGURAZIONE DELLA STAZIONE TOLEDO – OSCAR TUSQUETS BLANCA

    PREMIAZIONE DELLA STAZIONE TOLEDO – OSCAR TUSQUETS BLANCA

  • 2011

    Tredici anni dopo l’apertura dei cantieri, il 26 marzo viene inaugurata la prima fermata della seconda parte della tratta bassa, ossia la stazione Università, a servizio del distretto universitario situato nel centro storico di Napoli, progettata dal famoso designer industriale canadese Karim Rashid. Della sistemazione delle aree esterne, in particolare di piazza Bovio, si occupa Alessandro Mendini, già autore delle stazioni Salvator Rosa e Materdei.

    26 MARZO 2011
    INAUGURAZIONE DELLA STAZIONE UNIVERSITÀ – KARIM RASHID

    16 SETTEMBRE 2011
    Premiazione Emirates Leaf International Award
    Stazione Università

  • 2009

    La Linea 1 riceve un premio che può essere paragonato a quello che l’Oscar rappresenta per il cinema: il “Most Innovative Approach to Station Development” (Miglior approccio innovativo nello sviluppo delle stazioni), assegnato nell’ambito di “Metros 2009”, la più grande manifestazione internazionale sull’industria delle metropolitane, alla quale quell’anno partecipano più di 300 rappresentanti dei sistemi di trasporto su ferro di tutto il mondo. Il progetto supera città come Varsavia e Londra grazie al suo approccio pionieristico a problemi come l’accessibilità alle stazioni, l’efficienza delle linea, la tecnologia di innovazione, la qualità architettonica delle sue stazioni d’arte, la valorizzazione de resti archeologici e la salvaguardia dell’ambiente. Nello stesso anno, il Ministero dello Sviluppo Economico nell’annuale Rapporto Strategico Nazionale indica la Linea 1 come una delle migliori pratiche italiane per quanto riguarda l’utilizzo dei fondi europei.

  • 2008

    I numerosi ed importantissimi ritrovamenti archeologici, che si aggiungono ad altre complicazioni progettuali, fanno lievitare il costo per il completamento della tratta bassa della linea, che il CIPE stima passare da 689 a 1,375 milioni di Euro. Alla luce di questo notevole aumento, il Comune di Napoli decide di accendere diversi mutui per oltre 231 milioni di Euro. Tuttavia, i prestiti del Comune insieme con le risorse nazionali non sono sufficienti a garantire il completamento della linea. Un supporto fondamentale viene pertanto dai Programmi Operativi Regionali per la Campania (POR), finanziati dall’Unione Europea, stimato in circa 765 milioni di Euro divisi su due cicli di programmazione (2000-2006 e 2007-2013).

  • 2006/2007

    In occasione della 10° Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, i progetti delle costruende stazioni sono svelati in anteprima. Da quell’esposizione, si organizza una mostra itinerante, Metrò-Polis, prima a Napoli a Castel dell’Ovo (dicembre 2006/febbraio 2007) e poi a Milano, durante la Mostra Triennale d’Arte e di Architettura Moderna (settembre/ottobre 2007). La mostra toccherà Bruxelles, tappa durante la quale i progetti delle stazioni sono esposti presso il palazzo Berlaymont, sede della Commissione Europea, che ha sostenuto la costruzione della Linea 1 attraverso i fondi FESR. La Commissaria Europea per la politica regionale dell’epoca, Danuta Hübner, inaugurando la mostra, dichiara che quella mostra “rappresenta la prova del prezioso contributo della Politica di Coesione Europea per quello che è considerato come un progetto eccezionale”.

    Mostra METRÒ-POLIS

    Mostra METRÒ-POLIS

    11-01-2007
    Inaugurazione della Tratta MOSTRA-MERGELLINA della Linea 6

  • 2003

    In occasione del Consiglio informale dei Ministri dei Trasporti dell’Unione Europea, a luglio si inaugura la stazione Materdei, firmata nuovamente da Alessandro Mendini. La Linea 1 ora misura 13,7 km con 14 stazioni. L’attenzione economica e progettuale del Consorzio MN si concentra sul cuore del progetto delle “Stazioni dell’Arte”, ossia il tratto fra piazza Dante e piazza Garibaldi. Nello stesso anno, il Comune di Napoli, vara il Piano delle 100 Stazioni, potenziamento del Piano Comunale dei Trasporti del 1997: la Linea 1 si conferma cuore del sistema su ferro partenopeo e campano, e si prevede che a regime sarà lunga 26 km con 28 stazioni, tre in più rispetto al progetto di sei anni prima.

    PIANO DELLE 100 STAZIONI

  • 2001/2002

    Nell’aprile 2001 viene inaugurato il primo segmento della “tratta bassa” verso il centro storico, fra piazza Vanvitelli e piazza Museo, dove avviene l’interscambio con il servizio ferroviario metropolitano (denominato Linea 2) attraverso un camminamento meccanizzato sotterraneo, che sarà inaugurato l’anno successivo alla presenza dell’allora Presidente della Commissione Europea, Romano Prodi. Compaiono le prime “Stazioni dell’Arte”: Quattro Giornate è un progetto del napoletano Domenico Orlacchio, mentre i milanesi Alessandro Mendini e Gae Aulenti cureranno, rispettivamente, la stazione Salvator Rosa Materdei e Museo. Nel 2002 si aggiunge la stazione Dante, sempre ad opera di Gae Aulenti. Nello stesso anno, il CIPE, secondo i dettami della legge n. 433/2001 (la cosiddetta “Legge Obiettivo”) stanzia per i lavori del metrò oltre 300 milioni di Euro.

    Planimetria della LINEA 1 e le STAZIONI DELL’ARTE
    Inserite le stazioni di Toledo e Municipio ed eliminate le stazioni di Carità e Forcella

    APRILE 2001
    Inaugurazione delle stazioni di QUATTRO GIORNATE – SALVATOR ROSA – MUSEO
    LE STAZIONI DELL’ARTE


    APRILE 2001
    Inaugurazione delle stazioni di QUATTRO GIORNATE – SALVATOR ROSA – MUSEO
    LE STAZIONI DELL’ARTE


    27 MARZO 2002
    Inaugurazione delle stazioni dell’arte DANTE – ARCH. GAE AULENTI


    MARZO 2002
    Inaugurazione delle stazioni dell’arte DANTE – ARCH. GAE AULENTI

  • 2000

    Il 18 maggio viene eletto la nuova amministrazione regionale presieduta da Antonio Bassolino, comincia un decennio di riforme in campo trasportistico, durante il quale le buone pratiche già sperimentate a livello comunale assurgeranno a standard regionali, sanciti già a partire dal 2002 con l’approvazione della legge regionale n. 384. Prende forma il Sistema di Metropolitana Regionale, che vede al centro Napoli con la sua Linea 1 e Linea 6 estendendo alla intera Campania il trasporto integrato su ferro.

  • 1998

    Grazie ai fondi delle leggi n. 135/1997 e n. 208/1998, si avvia la costruzione del tratto tra piazza Dante e piazza Garibaldi, con le sue cinque stazioni intermedie (Toledo, Municipio, Università, Duomo e Garibaldi). Con l’apertura di grandi cantieri nel centro di Napoli, vi è la possibilità di ripensare intere aree della città. Sull’onda del movimento architettonico statunitense della Station Reinassance, e secondo i principi del Transit Oriented Development (TOD), teorizzato dell’architetto britannico Peter Calthorpe, il quale individua nelle stazioni ferroviarie e metropolitane i poli centrali attorno i quali si sviluppano i sistemi urbani, nasce l’idea delle Stazioni dell’Arte. L’obiettivo è che i cantieri aperti rappresentino un veicolo di riqualificazione urbana grazie ad elevati standard di qualità progettuale attraverso il coinvolgimento di famosi architetti internazionali e, al tempo stesso, integrando le nuove fermate, sia internamente che esternamente, con opere d’arte di giovani ￿ napoletani ed internazionali, rendendole così, nell’espressione del critico d’arte Achille Bonito Oliva, dei veri e propri musei obbligatori, in grado di contrastare spazi anomini, privi di storicità e frequentati da gruppi di persone freneticamente in transito, che non si relazionano fra loro: ossia, quelli che il sociologo francese Marc Augé aveva individuato come “non-luoghi”.

  • 1997

    Il Comune di Napoli si dota di un nuovo Piano Comunale dei Trasporti, superando quello del 1971. Il trasporto urbano viene così messo al centro del processo di pianificazione urbanistica, introducendo concetti come multimodalità, ossia la possibilità di utilizzare diversi sistemi di trasporto pubblico attraverso un singolo biglietto varando un sistema tariffario comune, e intermodalità, ossia la connessione di nuove infrastrutture di trasporto con quelle già esistenti, individuando la Linea 1 come fulcro della rete su ferro della città. A tal fine, il progetto della linea viene esteso, immaginando una configurazione ad anello di circa 26 km con 25 stazioni, su cui possano convergere le ferrovie urbane e suburbane esistenti, toccando al contempo tutti i punti nevralgici della città: il porto (con l’aggiunta della stazione di Municipio- Linea 6 ex LTR differenze e nuovo tracciato), la stazione ferroviaria di Garibaldi, e l’aeroporto di Capodichino.

    PIANO COMUNALE DEI TRASPORTI

  • 1995

    Viene nominato come nuovo Presidente del Consorzio MN l’ingegnere brianzolo Giannegidio Silva, formatosi fra il Politecnico di Milano e la Francia, già noto nel settore ingegneristico come direttore dei lavori della centrale nucleare di Montalto di Castro (VT) e della ristrutturazione dello Stadio Olimpico di Roma per i Mondiali di Italia ’90. Il Comune di Napoli negozia con il Consorzio MN una revisione della concessione del 1976, che abbatte di circa il 30% i costi del vecchio contratto. Nel luglio dello stesso anno viene inaugurato il tratto in viadotto tra Colli Aminei e Piscinola: la linea ora conta 9 stazioni lungo 8,8 km. Tutte le energie del Comune e del Consorzio MN sono quindi dedicate alla realizzazione della prima parte della tratta bassa, vale a dire Vanvitelli-Dante.

    Viene nominato nuovo Presidente della Metropolitana di Napoli S.p.A GIANNEGIDIO SILVA

  • 1993

    Il 28 marzo 1993 il primo tratto della Linea 1, i cui lavori iniziarono fra il 1976 ed il 1985, viene inaugurato. La metropolitana misura 3,8 km con 6 stazioni: Vanvitelli, Medaglie d’Oro, Montedonzelli, Rione Alto, Policlinico, Colli Aminei. A Vanvitelli è possibile l’interscambio con tre funicolari (denominate Centrale, Chiaia, Montesanto), rendendo quindi possibile un collegamento rapido verso il centro storico. In particolare, le funicolari Centrale e Chiaia sono collegate direttamente alla stazione Vanvitelli tramite una rete di camminamenti meccanizzati sotterranei, che verrà inaugurata nel 2001.

    28 MARZO 1993
    Inaugurazione di n°6 stazioni: Vanvitelli, Medaglie d’Oro, Montedonzelli, Rione Alto,Policlinico e Colli Aminei
    STAZIONE VANVITELLI

  • 1992

    Il Parlamento approva la legge n. 211/1992, che prevede importanti contributi economici ai fini dello sviluppo dei sistemi di trasporto pubblico nelle aree urbane e per favorire l’installazione di sistemi di trasporto rapido di massa. Ciò si traduce in una dotazione di fondi per la Linea 1 di circa 180 milioni di Euro, spianando la strada per la conclusione della tratta bassa verso il centro storico e del viadotto verso la periferia nord.

    24 APRILE 1992
    Il Presidente della Repubblica visita la Linea 1

  • 1987/1989

    Insieme con i fondi nazionali, arrivano altri fondi europei. Nel marzo 1987, la Commissione Europea decide di sostenere con il FESR il primo segmento del tratto inferiore, vale a dire Vanvitelli-Quattro Giornate con 88 miliardi di lire (44 milioni di Euro). Nel febbraio 1988, anche la sezione Quattro Giornate-Museo è cofinanziata, con 78 miliardi di lire (39 milioni di Euro). Un anno più tardi, nel dicembre 1989, è erogata una terza tranche di finanziamento, al fine di realizzare la tratta Museo-Dante (80 miliardi di lire, circa 40 milioni di Euro).

  • 1986

    Con la legge n. 41/1986 il Parlamento mette a disposizione 500 miliardi di lire (250 milioni di Euro) per il periodo tra il 1986 e il 1990. La disponibilità di risorse certe rende possibile l’accelerazione dei lavori nel segmento già in costruzione, iniziando allo stesso tempo la realizzazione della linea da piazza Vanvitelli verso piazza Dante (la cosiddetta tratta bassa, necessaria per raggiungere il centro storico della città) ed il viadotto tra Colli Aminei e Piscinola. Vengono commissionati i treni della futura metropolitana ad Ansaldo: esteticamente simili a quelli già in uso sulla Linea A di Roma, presentano soluzioni tecniche innovative, imposte dalla necessità di superare la pendenza molto elevata (5,5%) che caratterizza la Linea 1 partenopea.

    Cantiere di Piazza del Plebiscito – Cantiere di Piedigrotta

  • 1985

    Nel maggio 1985, grazie ai fondi della legge speciale, inizia la costruzione del cosiddetto tratto collinare, tra la collina del Vomero (stazione Medaglie d’Oro) e quella dei Colli Aminei, dove è concentrata la maggior parte degli ospedali della città. Pochi mesi prima, nel febbraio 1985, viene approvato un prolungamento della linea in viadotto per 5 km con tre stazioni, al fine di collegare i Colli Aminei con i popolosi quartieri periferici del Frullone e di Chiaiano, a nord della città, fino alla zona di Piscinola/Scampia, che, a seguito dei programmi di ricollocazione degli sfollati del sisma, in quegli anni è interessata da un processo di pesante urbanizzazione. Il progetto della metropolitana raggiunge 19 stazioni lungo 16 chilometri.

    PLANIMETRIA LINEA 1: PROGETTO 1985

  • 1984

    Il Comune di Napoli, anche a seguito del terremoto, è gravato da un debito di 1.500 miliardi di lire (750 milioni di Euro), e non può più accendere mutui. Pertanto, i lavori della metropolitana si bloccano. Interviene il Parlamento con la legge speciale n. 220/1984 che prevede la possibilità di stipulare mutui per un importo totale di 150 miliardi di lire all’anno (circa 75 milioni di Euro) per tre anni (1984, 1985, 1986) al fine di andare avanti con la realizzazione di infrastrutture pubbliche.

    NAPILI VELOCE – LINEA TRANVIARIA RAPIDA

  • 1980

    Il 23 novembre 1980 l’intera Campania è colpita da un terribile terremoto, che causa quasi 3.000 vittime ed oltre 280.000 sfollati, mettendo in ginocchio l’intera regione e la vicina Basilicata. Il sisma non intacca le strutture già realizzate della metropolitana, i cui lavori sono però sospesi per adattare l’intero progetto alle nuove leggi anti-sismiche, approvate in seguito a questo tragico evento che aveva dimostrato tutta l’inadeguatezza della normativa dell’epoca.

    Cantiere di piazza Vanvitelli

  • 1979

    La Commissione Europea lancia una serie di programmi sperimentali su piccola scala a sviluppo integrato, che riuniscono il sostegno finanziario del Fondo Sociale Europeo (FSE) con un nuovo strumento finanziario, il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR). Uno di questi programmi sperimentali si svolge a Napoli, che si vede assegnare 11 miliardi di lire (6,5 milioni di Euro) per cofinanziare la costruzione del primo tratto della metropolitana, piazza Medaglie d’Oro – piazza Vanvitelli.

    Cantiere di piazza Medaglie d’Oro

  • 1978

    Il Consorzio MN presenta il progetto definitivo per la nuova metropolitana, denominata ufficialmente “Linea 1“: una infrastruttura di 11 km di lunghezza e 16 stazioni con lo scopo di collegare i quartieri colpiti dalla massiccia urbanizzazione dei primi anni ’60 con il centro storico, fino alla stazione ferroviaria principale, situata in Piazza Garibaldi. La nuova linea, a causa della particolare natura orografica partenopea, deve affrontare un divario altimetrico notevole (235 metri), caratterizzati da una significativa pendenza (5,5%): una sfida ingegneristica che necessita dell’adozione delle soluzioni tecnicamente più avanzate conosciute all’epoca.

    PLANIMETRIA PROGETTO 1978
    I primi sondaggi a piazza Vanvitelli

  • 1976

    Il Comune di Napoli pubblica un bando di gara nazionale per la progettazione e la realizzazione di una linea metropolitana moderna. Nell’aprile 1976 vince il Consorzio Metropolitana di Napoli s.p.a. (MN), un raggruppamento di imprenditori privati ​​assistiti nella progettazione da Metropolitana Milanese (MM), l’unica azienda italiana che, a quel tempo, possedeva l’indispensabile know-how per realizzare quella che sarebbe stata presto denominata Linea 1. I lavori cominciano il 22 dicembre 1976 per realizzare il primo tratto piazza Medaglie d’Oro – piazza Vanvitelli.

    Posa della prima pietra a piazza Medaglie d’Oro

  • ANNI ‘70

    Nel 1971, il Comune di Napoli si dota di un “Piano comprensoriale dei trasporti” in cui si immagina, per la prima volta, uno sviluppo organico della rete su ferro. Si afferma la necessità di un nuovo sistema di trasporto per collegare il centro storico, posto al livello del mare, e le numerose colline che lo circondano, su cui la città si sta sviluppando. Si esamina l’ipotesi di una ferrovia a cremagliera, che però presenta pesanti limitazioni tecniche, non in linea con le necessità di dotare la città di un sistema di trasporto con velocità commerciali più elevate.

    PIANO COMPRENSORIALE DEI TRASPORTI DEL COMUNE DI NAPOLI

  • ANNI ’50/‘60

    Con il boom economico post Seconda Guerra Mondiale, esplode il fenomeno dell’urbanizzazione a Napoli. Tra il 1951 e il 1971, la popolazione di Napoli passa da 1.011.919 a 1.226.594 residenti (+22 %), mentre nello stesso periodo la disponibilità di vani abitativi passa da 485.527 a 1.039.499 (+114%). Il preesistente sistema dei trasporti (Cumana, Circumflegrea, Circumvesuviana, Funicolari) risulta insufficiente a far fronte alla nuova domanda di trasporto.

A cura di Roberto Calise