• a cosa serve - il progetto

Il progetto

Sulla linea uno della metropolitana sono stati realizzati 18,2 km di gallerie e 18 stazioni, sono in costruzione 4 km di gallerie e 5 stazioni. Si tratta della più grande opera infrastrutturale della Campania del costo complessivo di 3,8 miliardi (di cui 270 milioni di archeologia) per la linea uno e 790 milioni per la linea sei (di cui 54 in opere relative all’archeologia). Nel 2017 il numero di utenti stimati della linea uno è pari a 45 milioni. La metropolitana delle tre “A” (architettura, arte e archeologia) ha un enorme patrimonio dovuto alla bellezza il cui valore economico è pari a 58 milioni in opere d’arte e architettura, mentre 45 sono stati destinati alla riqualificazione urbanistica rispetto a 1,4 miliardi spesi per la realizzazione della cosiddetta tratta bassa della linea uno che ha vinto anche numerosi premi con alcune stazioni indicate come le più belle del mondo (Toledo e Municipio). Sono state utilizzate tecniche avanzate per poter scavare in falda; una vera sfida per l’ingegneria per esempio con il congelamento con l’ausilio dell’azoto liquido per scavare le gallerie e altre innovative tecnologie che la rendono una delle metropolitane più studiate al mondo.

Il futuro prossimo

I prossimi obiettivi sono il miglioramento della qualità della vita dei cittadini e restituire bellezza alla città: si intende liberare o ridurre molti dei cantieri presenti in città a cominciare dall’area di piazza San Pasquale dove a gennaio 2018 sono state finalmente rese accessibili gran parte delle aree sovrastanti con il riposizionamento della statua di Cosenz, un ascensore dedicato a Benedetto Croce, aiuole ricche di varietà botaniche originali. Nel 2020 apriranno le stazioni della linea 6 di San Pasquale e Arco Mirelli (per la prima volta una Villa storica avrà non una ma ben due stazioni della metro) e nell’anno successivo la stazione di Chiaja; per quanto riguarda la linea 1 apriranno in tempi brevi (2020) la stazione di Duomo in una configurazione provvisoria ma funzionale e la stazione del Centro direzionale.

  • a cosa serve - La metro tra costi e benefici

La metro tra costi e benefici

È la prima volta che si fa un’analisi ex post di una infrastruttura pubblica secondo le nuove normative: visto che abbiamo speso circa 4 miliardi, impiegato tanti anni e la metropolitana è utilizzata da 45 milioni di persone l’anno con una crescita costante ci siamo chiesti se ne è valsa la pena fare questa infrastruttura. Secondo tutti gli indicatori economici e di utilità per la cittadinanza la risposta è molto positiva e ci inducono a lavorare al meglio per il futuro seguendo sempre i canoni vitruviani di solidità, utilità e bellezza.

  • a cosa serve - La metro e le tre porte

La metro e le tre porte

Dal punto di vista infrastrutturale Napoli vive una situazione di vantaggio e nei prossimi anni, con il completamento di alcune importanti infrastrutture, aumenterà ancor di più la sua accessibilità. C’è l’alta velocità, la nuova stazione di Afragola, la Napoli-Bari, la linea 1 della metropolitana che ad oggi collega due porte di accesso della città (la stazione ferroviaria di piazza Garibaldi e il porto turistico con i collegamenti via mare con il golfo e non solo) e nei prossimi anni arriverà sino all’aeroporto di Capodichino, la terza porta della città.

  • a cosa serve - La metro e il turismo
  • a cosa serve - La metro e il turismo

La metro e il turismo

Viaggiare a Napoli può diventare un’esperienza che valorizzi il binomio trasporti e turismo e un modello per il Paese. La Metropolitana di Napoli ha una doppia valenza per la città: la prima è una valenza funzionale, ovvero di garantire alla maggior parte della popolazione partenopea un servizio metropolitano a distanza pedonale e di rendere accessibili i principali siti turistici della città. Dal Museo archeologico all’area del centro antico con piazza Dante e via Toledo, Municipio con il teatro San Carlo a due passi cui è dedicata anche un’uscita, via Duomo la via dei musei; progetto che continuerà proseguendo sul lungomare con la Villa comunale borbonica (unico parco storico a poter vantare ben due uscite di metro) fino ad arrivare nella zona occidentale con un percorso che potrebbe raggiungere in futuro anche Bagnoli attraverso la linea 6.

La seconda valenza riguarda la metropolitana come attrattore turistico in sé. Le stazioni della metropolitana sono state costruite con elevati standard architettonici e sono arricchite di opere d’arte al punto da vincere numerosi riconoscimenti in tutto il mondo e di essere diventate in alcuni casi set cinematografici importanti, non ultimo il caso di ‘Napoli svelata’ e la serie “Gomorra” per citare solo le più note e recenti produzioni. Tra la Linea 1 e la Linea 6 della metropolitana sono esposte 160 opere d’arte di circa 102 artisti un vero e proprio ‘museo obbligatorio’ ricco di alcune grandi star dell’arte e dell’architettura contemporanea. La bellezza ha rappresentato una scelta importante per le linee della Metropolitana con una incidenza economica minima che ha avuto invece un ritorno enorme al punto che dei circa 1,33 mln di turisti all’anno che utilizzano la linea 1 per visitare la città, circa 176 mila visitano le stazioni proprio come luoghi della cultura e sappiamo che sempre più sarà così diventando uno dei musei più visitati a Napoli con numeri più vicini a quelli del Museo di Capodimonte che a quelli del Madre (più che raddoppiati). E questo senza avere ancora completato alcuni interventi straordinari come quelli del parco archeologico di Municipio. Infine il “museo obbligatorio” della Metropolitana di Napoli è l’unico grande attrattore moderno in una città che deve tutto il suo turismo a monumenti o musei di epoca borbonica o precedente.

(foto: Stazione Vanvitelli opere di Mario Merz)

  • a cosa serve - la rete

La rete

La metropolitana di Napoli già oggi consente di raggiungere il Vomero da Scampia, la zona ospedaliera dal centro antico, unisce la città vicereale con la periferia a Nord e quando sarà conclusa, nel giro di pochi anni consentirà in pochi minuti di raggiungere pressocché ogni punto della città dall’aeroporto, dal porto e dalla stazione ferroviaria; un caffè a piazza Vanvitelli, un pranzo nei pressi del Duomo e una serata a Chiaia rappresenteranno la normalità anche per chi abita o lavora a Chiaiano piuttosto che sul lungomare. Una decina di minuti di corsa in metropolitana attraversando il museo obbligatorio e molte delle stazioni dell’arte più belle del mondo. Una realtà già oggi che continua a migliorarsi.

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